 Uno dei principali fattori di stress di chi vive nelle città italiane è il traffico automobilistico: soprattutto nelle grandi metropoli, nelle ore di punta sono molti coloro che utilizzano la propria automobile per spostarsi, causando spesso il congestionamento delle strade. Per evitare questo problema, oltre a ridurre i costi e le emissioni di gas di scarico, da qualche anno anche in Italia viene applicato il modello del “ car sharing”, ovvero della condivisione dell’automobile, già attivo negli Stati Uniti e in varie nazioni europee, come Francia, Germania e Inghilterra.
Questo modello di condivisione di un mezzo di trasporto privato, come l’automobile, viene utilizzato in particolar modo all’interno di politiche di mobilità sostenibile, e negli anni è diventata una delle modalità più efficaci per spostare l’attenzione dal possesso dell’automobile all’uso della stessa. Il car sharing prevede infatti di rinunciare all'automobile privata ma non alla flessibilità delle proprie esigenze di mobilità, in questo modo l'auto passa dallo status di bene di consumo a quello di servizio.
Le modalità di utlizzo del car sharing sono molto semplici: per poter usufruire del servizio occorre in primo luogo prenotare in anticipo l’automobile presso il parcheggio, ritirarla all’orario concordato, e alla fine dell’utilizzo riconsegnarla al parcheggio di origine, oppure riconsegnarla in un parcheggio diverso da quello di prelievo se specificato in fase di prenotazione.
Per quanto riguarda i costi, chi decide di utilizzare il car sharing, deve, in primo luogo, iscriversi al servizio e di conseguenza versare una quota annuale, a cui occorre aggiungere le tariffe per ogni singolo utilizzo dell’automobile: l’utente si trova così a pagare soltanto quando utilizza l’automobile, eliminando tutte le incombenze che derivano dalle spese di gestione dell’automobile, come assicurazione, tasse, manutenzione e anche carburante.
Il vantaggio del car sharing si riflette non solo nel risparmio economico, ma anche nell’impatto che questo può avere sull’ambiente: condividere l’automobile con altre persone vuol dire utilizzarla solo nel momento di reale bisogno, riversando così la maggioranza dei piccoli spostamenti sul trasporto pubblico, e riducendo anche le emissioni dei gas di scarico diminuiscono. Lo smog e lo stress da congestionamento stradale tendono dunque a diminuire, inoltre se il numero di automobili in circolazione diminuisce, cala anche il problema della congestione dei parcheggi.
Un ultimo vantaggio del car sharing è quello di aumentare la sicurezza stradale: le automobili utilizzate per questo servizio vengono sottoposte a un uso intensivo, e quindi vanno rinnovate con una frequenza superiore rispetto alle automobili private. Gli utenti in questo modo possono sempre disporre di automobili dotate delle più recenti tecnologie di sicurezza, oltre a beneficiare dei progressi tecnologici in termini di emissioni.
Per favorire l’utilizzo di questo nuovo servizio di mobilità cittadino, vari Comuni d’Italia hanno predisposto delle agevolazioni, come l’utilizzo delle corsie preferenziali e l’accesso gratuito alle Zone a Traffico Limitato, oppure la sosta gratuita nei parcheggi e la possibilità di circolare anche in periodi di limitazione del traffico .
Il car sharing, in Italia, viene promosso dal Ministero dell’Ambiente, che, attraverso il circuito nazionale Iniziativa Car Sharing, si occupa di valutare l’omogeneità delle apparecchiature e garantire che gli iscritti ai vari servizi cittadini possano usufruire del car sharing anche in altre città del circuito. Al momento, infatti, sono circa 16.000 gli utenti in Italia che si affidano al servizio di condivisione, per un totale di 474 automobili e 275 parcheggi dedicati.
Il servizio è in fase di ampliamento, e al momento è attivo nelle provincie di Bologna, Rimini, Milano e Torino, nelle città di Modena, Parma, Roma, Genova, Monza, Palermo, Firenze, Mantova, Perugia, Livorno, Taranto, Viareggio e Venezia, e a breve verrà attivato anche nella città di Padova, Savona e Brescia, mentre le città di Alessandria, Bari e Napoli stanno vagliando la proposta di attivazione del servizio.
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